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V Edizione

Locandina V Edizione  Festival delle Colline Torinesi

1/22 luglio 2000

Un secolo che finisce, uno che comincia. Ed un teatro che, troppe volte dato per sconfitto, non rinuncia ad essere, persino sorprendendosene, soggetto oggetto di cultura. Nell'epoca di internet l'arte dell'attore che cerca il contatto fisico col suo pubblico pare una cosa eccentrica, eppure proprio le nuove generazioni   lo dicono le statistiche   tornano ad affollare le sale teatrali, forse perché stanchi di troppa omologazione.

Non conformista vuol essere il progetto del Festival delle Colline 2000, in bilico tra sperimentazione e tradizione. Non conformista perché bada ai contenuti prima che agli slogan, perché mette in copertina Sir John Gielgud ed apre il programma con i leader dell'avanguardia italiana Raffaello Sanzio, perché considera opportuno accostare i grandi attori ai giovani protagonistì della ricerca, Marisa Fabbri e Teatrino Clandestino, Massimo Popolizio ed i "tecnologici" Juvarra Multiteatro, chi ha radici nella vecchie e nelle nuove avanguardie: Alfonso Santagata, Anna Bonaiuto, Sandro Lombardi, Massimo Verdastro, Federico Tiezzi, Spiro Scimone, Dario Cantarelli. Infine i giovani allievi del Teatro Stabile, il futuro.

Teatro per non dimenticare le contraddizioni del Novecento che Céline ha magistralmente inventariato, per dar voce a protagonisti scomodi che si vorrebbero accantonare come Brecht o Benjamin, per dare ascolto al geniale mugugno di Bernhard o ai racconti, quasi un’iniziazione, di Herzog, per continuare a srotolare il filo rosso della ricerca sulla lingua, con Gadda, Palazzeschi, Savinio, Tonino Guerra, dopo Testori, Pasolini, Loi, tutti ossessionati dalla ricerca dello stile, come lo fu Cesare Pavese, al quale il Festival dedica un omaggio nel cinquantenario della morte.

Sergio Ariotti

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